l covidismo, neonata religione universale

Livio Cadè – 09/05/2021

Il covidismo, neonata religione universale

Fonte: Ereticamente

“Ci sono due modi per far muovere gli  uomini: l’interesse e la paura.”
Napoleone Bonaparte

Unire l’intera umanità sotto un’unica fede è un’impresa in cui han fallito religioni venerande, nonostante millenari proselitismi. Al covidismo son bastati invece pochi mesi per radunare i popoli della Terra in una Chiesa perfettamente organizzata sul piano del dogma, della morale e della liturgia. Il segreto di tale risultato è duplice: da un lato, una congregazione mondiale de propaganda fide che ha svolto una formidabile e diuturna opera di conversione; dall’altro, un’umanità che della propaganda fa ormai il suo pane quotidiano, l’aria che respira.
Il covidismo, neonata religione universale, non soppianta le precedenti religioni o filosofie, ma le ingloba. Riunisce cristiani, marxisti, buddhisti ecc. all’interno di un unico grande pensiero ecumenico, nonostante sia per sua natura anti-cristiano, anti-marxista ecc. La neo religione attrae le masse per la sua dogmatica medico-scientista, mediatrice tra l’uomo e la salvezza.

Come dottrina metafisica, il covidismo ruota su due cardini: il  Peccato, contagio spesso asintomatico che rende l’uomo mortale, e la Grazia, speranza di immortalità mediata da un vaccino. Entrambi sono misteri della fede e in quanto tali trascendono la ragione. Come prassi morale, il covidismo è una Legge di tipo mosaico, precettistica scrupolosa e ossessiva fatta di purificazioni e interdizioni rituali. Ma è anche profetismo escatologico, sorta di millenarismo, utopia farmaceutica secondo cui i giusti, cioè i vaccinati, regneranno sulla Terra.
Il covidismo non è dottrina d’amore o verità ma di paura. Non presuppone alcuna trascendenza. Professa un’immanenza carnale e malaticcia, cui dedica un culto integralista. È incerta guerra fra una Natura satanica e un Farmaco messianico. Non promette felicità in questo o in altro mondo. Non prevede, come ogni altra religione, una salute futura; solo un’emergenza sanitaria che sempre rinasce dalle proprie ceneri, come una Fenice; un eterno stato influenzale cui opporre un perenne Stato diagnostico-terapeutico. È celebrazione di una perpetua ipocondria.
Alcuni, senza dubbio, sono covidisti per calcolo, come per convenienza furono cristiani alcuni conquistadores o schiavisti, papi e cardinali. Ma il covidista ingenuo si illude, osservando i precetti e partecipando ai Sacramenti vaccinali, di poter salvare l’umanità, o almeno sé stesso, dal peccato e dalla morte.
Politicamente, il covidismo mira a governare l’umanità ricordandole quotidianamente la sua precarietà biologica, sorta di assillante memento mori. Soddisfa così l’oscura voluttà con cui tanti amano la sofferenza e la paura. Il covidista gode delle sue catene, prova una dissimulata libidine nel sottomettersi. Psicologicamente, il covidismo è quindi una nevrosi masochistica. Prospera perché pesca in quella sterminata massa che da sempre ama la servitù volontaria.

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La scuola dei folli

Siamo dentro un incubo: a Fano un ragazzo che si rifiutava di indossare la mascherina, appoggiando questo suo rifiuto sul parere di un costituzionalista, è stato trasportato di peso all’ospedale psichiatrico e vi rimarrà per sette giorni con la complicità di autorità scolastiche vili e vergognose oltre che ignoranti, di sanitari da mandare in galera e di un potere ormai apertamente fascista che agisce in nome di una tutela della salute basata su presupposti inventati. Dalle ricerche sappiamo che semmai dovrebbe essere messo in manicomio chi usa le le mascherine e dietro le sbarre gli speculatori che le fabbricano e le impongono per fare profitto alle spalle della gente spaventata. Ma questo non è solo il risultato di una perversa parabola politica del neoliberismo occidentale di cui siano solo una periferia, dietro questi episodi – spia giocano antiche culture di subalternità che rendono difficile se non impossibile tenere la schiena dritta, anche quando si sa molto bene di essere sottoposti a manipolazioni e mistificazioni. La storia italiana moderna e contemporanea è talmente costellata di esempi di questa mentalità che non si sa bene da dove e da chi cominciare.

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Se questo è un uomo

Ho capito che le vecchiette arzille e vivaci, come la Teresa, che avrebbero tanto da raccontare, che sono i nostri ascendenti, la nostra storia, le nostre tradizioni, e che ci ha fatto divertire una notte con le sue uscite allegre, preferiscono azzopparle con la morfina la sera e la mattina, al punto che il giorno dopo era irriconoscibile.

Circondata da vaccinati, ogni tanto qualche resistente si faceva vivo – riconoscendoti – ma è l’anticamere dell’inferno quello che dal limbo, gli ignavi, lastricano ogni giorno la strada per i gironi della pigrizia, dell’avarizia, della lussuria, del tradimento.

Ero nell’anticamera dell’inferno, un campo di concentramento.

Se questo è un uomo.
Non ho firmato niente. Hanno capito. In fondo erano sollevati quando me ne sono andata firmando, pur con un polmone ammaccato. Il tutto perché non ero in ortopedia e non ero seguita da nessun medico degno di questo nome, per il mio caso, un ortopedico e uno pneumologo che non ho neanche mai visto in una foto, come si dice in francese.

E grazie al mio essere un’ex acrobata ballerina, mi ero prefissata una meta sportiva: di andare a piedi al gabinetto, che vedevo di fronte a me. E così ho fatto la mia ginnastica ogni giorno, senza anti doloriferi, senza anti infiammatori, senza cortisone, senza antibiotici, per guarire meglio e prima. Ogni giorno, un’eternità, fino a quando dopo tre giorni mi sono seduta, mi sono alzata ho fatto il giro del letto, tenendomi, e poi il giorno dopo al bagno. In piedi. Da sola.

Avevo vinto, potevo uscire, potevo svincolarmi dalle grinfie di quei subumani che si sentono così fighi nel lavarti le parti intime con indelicatezza, gente malata nella testa che oramai non ama più il suo lavoro.

C’erano 160 pazienti covid mentre ero li: significano 320000 euro al giorno quasi 10 milioni al mese, eppure io non avevo un letto per ortopedia con tanto di triangolo, avevano ricavato l’OBI da una vecchia dermatologia, piena di spifferi con i letti scomodissimi, perché il reparto OBI era stato convertito in reparto COVID.

Non hanno soldi, capite? Se questo è un uomo.

Dico che sono da denunciare tutti, dal presidente e il direttivo, ai medici, fino giù giù agli infermieri e agli OSS, perché applicano scrupolosamente gli ordini dei nazisti, e non denunciano.

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DA https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2021/05/03/se-questo-e-un-uomo/

Il circo della pandemia

Date: 3 Maggio 2021Author: ilsimplicissimus2 Comments

Mi chiedo come qualcuno possa ancora prendere seriamente la commedia pandemica di fronte a queste assurdità  che ne denunciano in maniera inequivocabile la natura mistificatoria. Solo un pazzo potrebbe ancora credere alla buona fede di un simile circo e infatti la tattica dei potenti è proprio quella di istupidire la gente perché non si accorga della loro follia e di rendere folli le persone perché non si rendano conto della propria stupidità .

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