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Il circo della pandemia

Date: 3 Maggio 2021Author: ilsimplicissimus2 Comments

Mi chiedo come qualcuno possa ancora prendere seriamente la commedia pandemica di fronte a queste assurdità  che ne denunciano in maniera inequivocabile la natura mistificatoria. Solo un pazzo potrebbe ancora credere alla buona fede di un simile circo e infatti la tattica dei potenti è proprio quella di istupidire la gente perché non si accorga della loro follia e di rendere folli le persone perché non si rendano conto della propria stupidità .

https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/03/il-circo-della-pandemia/

Divieto di cura

Nel post di ieri dedicato al rapporto rischi – benefici  dei vaccini e al modo con cui si bara su di esso, ho mostrato che  il sostanziale “divieto di cura”  è stato una delle basi su cui si appoggia ancora oggi la narrativa pandemica. Questo orientamento delle multinazionali del farmaco si è in realtà manifestato da anni e per motivi del tutto ovvi per colossi che lavorano nell’ottica del profitto: curare troppo bene non conviene. Nella primavera del 2018  Goldman Sachs in un report per gli investitori  del settore biotecnologico titolato  Genome revolution si chiedeva: “E’ un modello di business sostenibile curare i pazienti?” E viene riportato l’esempio del trattamento per l’epatite C della Gilead Sciences che ha raggiunto tassi di guarigione superiori al 90%. In USA le vendite di questo trattamento hanno raggiunto un picco di 12,5 miliardi di dollari nel 2015. Ma poi il profitto ha iniziato a crollare: “Lo stesso successo per il suo farmaco per l’epatite C ha gradualmente esaurito il pool disponibile di pazienti trattabili perciò nel caso di malattie infettive come l’epatite C curare i pazienti diminuisce il numero di portatori del virus in grado di trasmettere lo stesso virus a nuovi pazienti, per questa ragione diminuisce il numero di pazienti disponibili. Dove invece il pool di pazienti rimane stabile  il potenziale della cura comporta meno rischi per il business.” come ad esempio nel caso del il cancro o nelle affezioni di tipo cronico. Figuriamo quale danno possa essere per gli affari la possibilità di cura con presidi farmacologico tutto sommato di basso costo. 

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2021/04/05/lideologia-del-divieto-di-cura/

Anestetizzati

di GIAMPIERO MARANO (FSI-Riconquistare l’Italia Varese)

Byung-chul Han, filosofo coreano che vive da tempo in Germania e insegna a Berlino, ha da poco pubblicato un libriccino tradotto in Italia da Einaudi, La società senza dolore. La tesi sostenuta dall’autore, benché piuttosto semplice in sé, viene sviluppata con acutezza e profondità di visione, ed è questa: la società contemporanea è dominata da un’algofobia che consiste tanto nella paura della sofferenza fisica e psicologica quanto nella vergogna di provare l’esperienza del dolore, perché essa confligge frontalmente con gli imperativi categorici della performance e del successo.

Nota: Inutile sottolineare come in questo modo si elimini anche la lotta di classe…

Invertiamo la rotta

A tutte le autorità, scienziati ed esperti di tutto il mondo, e a tutti gli interessati: l’intera popolazione mondiale.

Non sono affatto un novax. Come scienziato di solito non mi rivolgo a una piattaforma di questo tipo per prendere posizione su argomenti relativi ai vaccini. In qualità di appassionato virologo ed esperto di vaccini, faccio un’eccezione solo per il fatto che le autorità sanitarie stanno consentendo la somministrazione di vaccini secondo modalità che minacciano la salute pubblica, sicuramente ignorando i dati scientifici. L’attuale situazione, estremamente critica, mi costringe a diffondere questo appello di emergenza. E poiché la portata senza precedenti dell’intervento umano nella pandemia di Covid-19 è ora a rischio di provocare una catastrofe globale senza eguali, questo appello non potrà mai essere abbastanza forte e chiaro.

Come affermato, non sono contro i vaccini. Al contrario, posso assicurarvi che ciascuno dei vaccini attuali è stato progettato, sviluppato e prodotto da scienziati brillanti e competenti.

Tuttavia, questo tipo di vaccini profilattici sono completamente inappropriati e persino altamente pericolosi se utilizzati in campagne di vaccinazione di massa durante una pandemia virale. Vaccinologi, scienziati e medici sono accecati dagli effetti positivi a breve termine dei singoli brevetti, ma non sembrano preoccuparsi delle conseguenze disastrose per la salute globale. A meno che non venga scientificamente provato che io ho torto, è difficile capire come gli attuali interventi umani impediranno alle varianti che circolano di trasformarsi in un mostro incontrollabile.

In una lotta contro il tempo, sto completando il mio lavoro scientifico, la cui pubblicazione sfortunatamente arriverà con ogni probabilità troppo tardi, vista la crescente minaccia di una rapida diffusione di varianti altamente infettive. Questo è il motivo per cui ho deciso di cominciare a pubblicare su LinkedIn un riepilogo delle mie scoperte e il mio discorso di apertura al recente Vaccine Summit tenutosi in Ohio. Lunedì scorso ho fornito alle organizzazioni sanitarie internazionali, inclusa l’OMS, la mia analisi dell’attuale pandemia basata sulla conoscenza scientifica della biologia immunitaria del Covid-19. Dato il livello di emergenza, li ho esortati a prendere in considerazione le mie preoccupazioni e ad avviare un dibattito sulle conseguenze dannose di un’ulteriore “fuga immunitaria virale”. Per coloro che non sono esperti in questo campo, propongo qui di seguito una versione più accessibile e comprensibile degli argomenti scientifici alla base di questo insidioso fenomeno.

Benché non vi sia tempo da perdere, finora non ho ricevuto alcun feedback. Esperti e politici sono rimasti in silenzio, e ovviamente continuano a dimostrarsi ansiosi di parlare del rilassamento delle regole di prevenzione delle infezioni e di “libertà in primavera”. Le mie affermazioni non si basano su nient’altro che sulla scienza e devono essere contraddette solo dalla scienza. Benché non si possano fare affermazioni scientifiche errate senza essere criticati dai colleghi, a quanto pare l’élite di scienziati che attualmente consigliano i nostri leader mondiali preferisce rimanere in silenzio. Sufficienti prove scientifiche sono state messe sul tavolo. Sfortunatamente, rimangono ignorate da coloro che hanno il potere di agire. Per quanto tempo si può continuare a ignorare il problema quando ci sono attualmente innumerevoli prove che la fuga immunitaria virale sta in questo momento minacciando l’umanità? Difficilmente potremo dire di non sapere, o di non essere stati avvertiti.

In questa angosciante lettera metto in gioco tutta la mia reputazione e credibilità. Mi aspetto da voi, custodi dell’umanità, per lo meno la stessa cosa. È della massima urgenza. Apriamo il dibattito. Con tutti i mezzi: invertiamo la rotta!

Geert Vanden Bossche*, 6 Marzo 2021

Geert Vanden Bossche, DMV, PhD, virologo indipendente ed esperto di vaccini, precedentemente impiegato presso GAVI e The Bill & Melinda Gates Foundaton. 

https://www.linkedin.com/in/geertvandenbossche/

Sistema di potere

Questo è il sistema e vige in ogni dettaglio. Personalmente ho conosciuto decine di episodi analoghi; con la beffa aggiuntiva che se lo dici sei accusato di complottismo e di vittimismo. O sei ignorato fino alla morte.

Mi piacerebbe che venisse fuori un Palamara dell’editoria e delle accademie e raccontasse “Il Sistema” mafioso e parentale che vige in questi ambiti. Nell’editoria e nella cultura i metodi e i poteri sono diversi ma i criteri mafiosi di cooptazione/protezione/eliminazione sono simili. La qualità, il valore non contano. Quella che fu definita la casta è in realtà un sistema di caste intrecciate che funzionano come cupole di stampo mafioso, circondate da una miriade di clientes, picciotti e protetti. Denominatore comune: sono di sinistra. E quella che fu definita la casta per antonomasia, cioè la classe politica, si può oggi definire “la feccia” al potere. La casta, anzi la cupola, è oltre. Insieme fanno sistema. Ecco il Sistema.

Marcello Veneziani in

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-sistema-di-potere-giudiziario-vigente-nel-nostro-paese

In trappola!

“È l’ennesimo segnale della pericolosità, per la libertà di pensiero, dell’oligopolio informativo che si è costituito attorno alle multinazionali del web. Fino a non molti anni addietro, per far conoscere le proprie opinioni in sede pubblica si poteva disporre di una pluralità di canali influenti: tv e radio, siti web, ma anche giornali, riviste, libri. Nessuno di questi è scomparsa, ma la loro capacità di irradiazione si va sempre più riducendo a profitto dei social media. Chi frequenta questi ultimi non presta praticamente più alcuna attenzione ad altre fonti. E se qualche voce viene estromessa da Facebook, Youtube, Twitter, TikTok e via dicendo, è come se non esistesse più. Ben pochi andranno a cercarla, e ad ascoltarla, altrove. Siamo alla cappa di piombo della censura, come ha scritto di recente un intellettuale acuto – e censurato – come Alain de Benoist”.

Marco Tarchi

L’articolo era riportato qui:

Il web non è uno spazio di libertà ma di repressione poliziesca

di Alain de Benoist – 28/01/2021

Per pura coincidenza da allora il mio blog non è stato piu raggiungibile 😦

Asocialismo

Il distanziamento sociale, il fatidico metro o metro e mezzo da mantenere tra le persone, come certificato ad esempio in tutti i gadget e la cartellonistica concentrazionaria fornita agli esercenti dalle associazioni di categoria compiacenti (lo ripeterò finché avrò fiato in corpo: compiacenti e complici) verso la distruzione umana ed economica dei propri iscritti, avrebbe dovuto essere il primo segnale da cogliere per capire che non si trattava di una disposizione di precauzione sanitaria ma di un nuovo modo di concepire la socialità. Una “nuova normalità”, una regola da seguire sempre e comunque e, scommetto, vita natural durante, da imporre alla plebaglia infetta. Infetta non perché contagiata da un virus SARS, ma ontologicamente reietta, impura ed intoccabile. Questo “metro” di giudizio finale doveva essere l’allarme che scatta, la pioggia dal soffitto che spegne provvidenzialmente l’incendio nella stanza, il salvavita che ti mette in sicurezza isolando l’impianto. 

Invece no, la cosa è passata in fanteria come le altre assurdità di questo incubo, ed ancora oggi si fa fatica a farne cogliere la disumanità ai nostri compagni di sventura, ipnotizzati dalle mascherine, dalla paura di una malattia che due anni fa avremmo chiamato influenza, dalla nevrosi indotta da regole – lo ripeto perché deve diventare un mantra – disumane. Nemmeno quando i torturatori ci comunicano quale parte della nostra vita privata dovrà ancora essere fatta oggetto di intrusioni indebite, si osserva una reattività nella massa di zombificati ai quali, forse, una bella secchiata d’acqua gelata in faccia farebbe assai bene. Perfino l’inedita ed inaudita pretesa di intromettersi nella nostra vita affettiva e sessuale per regolamentarla – paradossalmente in tempi in cui ognuno dovrebbe essere di tutti e fare ciò che vuole – ha fatto svegliare chi è precipitato nello stesso torpore magicamente indotto di Re Theoden. 

leggi tutto su http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2021/01/asocialismo-futura-disumanita.html

Consenso informato

Scrive Carbone: “Quanto è democratica la conoscenza, se solo a partire da un certo censo ci si può permettere di essere realmente aggiornati? In questo mare magnum quali sono i criteri in base ai quali selezionare le fonti attendibili? o almeno plausibili?”  Si tratta di temi che riguardano i massimi sistemi e che non possono essere affrontati in poche parole, ma per tornare al tema specifico tutto questo ci dice  che gli stessi specialisti rischiano di non essere abbastanza informati, soprattutto quando ci si trova di fronte a fatti nuovi tutti da affrontare e determinare. E tuttavia vediamo quanti “esperti” parlano dei nuovi vaccini ( ma spesso anche dei vecchi) senza saperne assolutamente nulla, fidandosi ciecamente dei dati forniti dai produttori stessi e  in questo caso per giunta di dati estremamente sommari che dovranno essere integrati da anni di pratica con l’umanità intera quale cavia e ben sapendo che gli esperimenti di controllo dipendono in gran parte dai denari stessi di Big Pharma

Ripensare la società

L’antropologo scozzese John Fergusson McLennan (Primitive marriage, 1865) ipotizzava l’esistenza di società antiche poliandriche. L’impossibilità di determinare il padre del bambino portò al calcolo delle generazioni con una discendenza matrilineare[1].

Una linea materna è una linea di discendenza da una donna a un soggetto (di entrambi i sessi) nel quale gli individui delle generazioni intermedie sono tutti femminili. In un sistema di discendenza matrilineare (= discendenza uterina), una persona è considerata appartenere allo stesso gruppo di progenie della propria madre. Questo in contrasto con il percorso più comune della discendenza patrilineare.[2]

Gli antenati uterini di un singolo sono gli avi di sesso femminile di quella persona, ovvero una matrilinea che va dall’antenato femmina fino all’individuo.

Sull’eredità per relazione di parentela matrilineare (= parentela uterina), si applica la successione matrilineare.[3]

In alcune culture, l’appartenenza a un gruppo viene trasmessa matrilinearmente. Ad esempio, la legge ebraica sostiene che un singolo sia ebreo se la propria madre (e non il padre) è giudea.
La cosa era probabilmente vera anche nella società araba islamica premoderna e ciò sarebbe attestato dalla tutela del bimbo orfano assunta dallo zio materno ( khāl ) e non già da quello paterno ( ʿamm ).[4]

Altri esempi di cultura matrilineare sono: le mitologiche Amazzoni, i Minangkabau di Sumatra Occidentale, i Nair del Kerala (India), i Balobedu (Sudafrica) con le regine della pioggia. Dieci sovrane si avvicendarono sul trono dell’antico regno di Matamba (Angola) dal XV secolo al 1771, tra cui la regina Nzinga (1631-1663) che regnò anche in Ndongo.[5]

Il fatto che il DNA mitocondriale venga ereditato per via materna, infine, permette di individuare le linee matrilineari degli individui attraverso l’analisi genetica.[6]

https://it.wikipedia.org/wiki/Matrilinearit%C3%A0

Senza sanità

Pubblichiamo il testo del discorso che il Dottor Stefano Manera ha tenuto in piazza Cavour a Rimini lo scorso sabato 24 ottobre durante la manifestazione ‘Riprendiamoci la Costituzione’ organizzata dal Comitato ‘Romagna per la Costituzione’, una manifestazione molto partecipata, nonostante la pioggia e il freddo e nonostante le polemiche che hanno preceduto l’evento.

“Oggi credete forse che, vista l’esperienza maturata, le cose siano diverse?

NO, oggi il numero dei medici è esattamente lo stesso di marzo e il rischio che si possa nuovamente vivere la stessa esperienza è molto serio e verosimile.

Non possiamo più permettere che la nostra credibilità (e mi riferisco ai miei colleghi medici) sia minata dall’insipienza di una politica immobile e sorda ai bisogni dei suoi cittadini.

I cittadini chiedono da sempre la presenza dei medici nel territorio. Ma i medici sul territorio non ci sono, ce ne sono pochissimi.

Noi stessi chiediamo che a fronte di test diagnostici che siano realmente affidabili e specifici (se esistenti) si ponga fine a un clima di inutile e pericoloso terrore che porta orde di persone terrorizzate ad affollare i pronto soccorsi bloccandoli. Spesso e volentieri persone che non hanno neanche sintomi, ma che hanno semplicemente paura.

Chiediamo da molti mesi che i numeri siano dati in maniera razionale e circostanziata e non bollettini di guerra. Chiediamo che i pazienti possano essere curati a casa adeguatamente fornendo linee guida e direttive da parte delle istituzioni, perché la maggior parte dei pazienti POSSONO essere curati a casa e la maggior parte dei pazienti GUARISCONO!

Non possiamo più permettere che il rapporto tra medico e paziente, l’alleanza tra medico e paziente, sia distrutta per volgari interessi economici.

Per la cupidigia e l’inettitudine di alcuni.

Per favorire i grandi gruppi privati o le potenti aziende farmaceutiche.

Rispettare l’articolo 32 della Costituzione significa anche tornare a un rapporto di piena fiducia tra paziente e medico e questo non potrà più essere possibile se ai medici verrà negata la loro libertà di espressione attraverso la minaccia di ritorsioni e procedimenti disciplinari continui.

Noi chiediamo con forza di poter esprimere le nostre opinioni e i nostri dubbi perché solo un pensiero critico può generare conoscenza. E non il dogmatismo scientifico.

In un momento così drammatico per l’Italia, con l’incubo di un nuovo lockdown che incombe ancora una volta su tutti noi, noi medici vorremmo poter dire a tutti i cittadini di non aver paura, che ce la faremo tutti insieme e uniti, che oggi conosciamo meglio la malattia e le cure, vorremmo dire di fidarsi di noi e che faremo di tutto per curarvi nel miglior modo possibile, nonostante, ancora una volta, saremo mandati al fronte a combattere con le scarpe di cartone”.

FONTE YOUTUBE (In diretta da Rimini – Riprendiamoci la Costituzione): https://www.youtube.com/watch?v=QEk2vmmbD9I&t=3683