Informazioni su apoforeti

Unione Associazioni Culturali

Il grande successo del Green-Pass

“Stiamo peggio dell’anno scorso”: quante volte l’avete sentito dire in questi giorni?Di fatto, fra quarantene, isolamenti e autoisolamenti dettati dalla paura, sembra proprio di essere in un lockdown di fatto.L’accesso agli uffici pubblici è sempre più complicato, mentre gli esercizi commerciali sono pressoché vuoti, e in molti iniziano ad aver paura di non farcela, visto che questa volta non ci saranno neanche i ridicoli ristori.Nessuno può più negarlo, greenpass e supergreenpass non hanno valenza sanitaria ma solo politica, sono misure vessatorie nei confronti dei non vaccinati, assolutamente inutili per limitare la circolazione del virus: la realtà ha smentito i bugiardi come il Premier Draghi e il suo delirante annuncio per cui il pass sarebbe stato “la garanzia di ritrovarsi fra persone che non sono contagiose”.Non solo, anche i bambini hanno capito che il pass ha agevolato enormemente la crescita dei contagi, proprio come era stato previsto da tante persone che, pur avendo argomenti e spesso ragione, si vedono quotidianamente negata la dignità del confronto.Questo perché, data la quasi inesistente efficacia dei vaccini nell’evitare l’infezione (anche questo previsto dai soliti denigrati), il pass si è rivelato pura licenza di infettare, messa in mano ai vaccinati.Il che, indipendentemente dalle intenzioni, ha prodotto un risultato eccellente dal punto di vista epidemiologico, avendoci avvicinato all’ormai prossima endemizzazione, mentre è stato devastante dal punto di vista sociale.Il pass è servito come grimaldello (o meglio manganello) con cui una criminale classe dirigente ha definitivamente instillato un folle clima di diffidenza e odio nella popolazione, trasformando i non vaccinati, già vittime di discriminazione e ghettizzazione “degne” dei nostri peggiori ricordi, in facile capro espiatorio per le sempre più evidenti incapacità e inadeguatezze di una intera classe politica e dei suoi consulenti.

Fiorella Susy Fogli estratto da FB (Meta)

RI Editoriale quotidiano del giorno 22/01/2022Lorenzo D’OnofrioRiconquistare l’Italia

La chimera della normalità

Per caso il vostro business consiste in una scuoletta parificata, con insegnanti che hanno rinunciato al loro incarico educativo preferendo una pagnotta ben farcita, con alunni paganti equipaggiati di eleganti outfit e addestrati per diventare i delfini poco curiosi dell’acquario oligarchico? Avete fatto bene, è in corso un’operazione grazie alla quale l’istruzione pubblica sta perdendo competitività e prestigio, ci saranno docenti affamati e concorrenziali che potranno far calare le pretese ai vostri dipendenti, fondi pubblici nazionali e comunitari aspettano solo di premiare il vostro dinamismo e la vostra visione della didattica, intesa alla formazione di ignoranti specializzati.

Se poi insieme a colleghi, probabilmente obiettori dell’unica forma di buona coscienza permessa, avete messo in piedi una clinica oppure una Rsa è il vostro momento.

Anche in questo caso un evento prevedibile ma vissuto come una apocalisse sorprendente e incontrastabile vi ha favorito, convogliando tutte le risorse nell’acquisizione di prodotti farmaceutici largamente inefficaci e distogliendo le risorse necessarie al potenziamento  del sistema sanitario pubblico, impedendo ai medici di base di curare i pazienti e spingendoli a indirizzarli agli ospedali, inadeguati dopo decenni di tagli, che scaricano le colpe dell’impotenza, incapienza e incapacità su un target di capri espiatori creati per esonerare da colpe e responsabilità decisori nazionali e regionali, dirigenza sanitaria, “comunità scientifica” e personale che per anni ha tollerato lo scempio della professione, accontentandosi della promozione a eroi in occasioni eccezionali.

Questo stato di eccezione ha bisogno che vengano mantenuti gli standard di incertezza sui dati e di minaccia incontrastabile, esige che i “casi” non diminuiscano per via di varianti prevedibili o di ancora più prevedibili sindromi stagionali in modo che rispettino e legittimino la menzogna vigente da due anni, che ha motivato e determinato ogni atto irrispettoso e illegittimo non solo dei diritti, del libero arbitrio, delle norme costituzionali, ma della stessa salute. E anche del buonsenso, se ormai il tradimento è stato commesso perfino ai danni dei vaccinati con due dosi, oggi retrocessi a empi Novax.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/01/10/la-chimera-della-normalita-158501/

Pietas

Se dico che provo pietà per chi si trova in una situazione drammatica, ecco che si può annusare un mio profilo superbo, chino dall’alto in basso, o un mio profilo svilente, perfino schifiltoso. Se invece dico di provare pietas verso la medesima situazione, ecco che le campanelle d’allarme non si accendono, anzi si alzano le sopracciglia sorprese, guarda che urbanità, è vicino al dramma ma che finezza, non si sente nemmeno odore.

Una soluzione comoda, efficace, accessibile. Che riesce a ripulire un concetto in cui è scomodo stare, che permette di evitare di rappresentare la reale ambiguità della pietà e il conflitto della commiserazione, di glissare con passo dotto sulla sfida contro sé che spesso la pietà rappresenta.

Insomma, oscillando fra una consistenza propria da motto dittatoriale e una consistenza impropria da imbiancatura di convenienza, forse ‘pietas’ è una di quelle parole da tenere schedate nella nostra questura interiore.

https://unaparolaalgiorno.it/significato/pietas

Raffaello

Eneide II 721-724 “Detto così, distendo sulle larghe spalle e sul collo reclino una coperta, la pelle d’un fulvo leone, e mi sottopongo al peso; alla destra mi si stringe il piccolo Iulo, e segue il padre con passi ineguali” (trad. Luca Canali

Fabianesimo

In conclusione, lo “stakeholder capitalism del XXI secolo” del professor Schwab sembra delineare una sorta di “socialismo benevolo”, un’evoluzione su scala planetaria di quel mito evergreen che è lo Stato assistenziale dei Paesi dell’Europa settentrionale. La collaborazione stretta tra grande finanza, big-tech, media e capitalismo clientelare è, ovviamente, necessaria alla realizzazione del progetto: promesse di “salute” e “sicurezza”, garantite dall’alto (nella forma di maggiori sussidi pubblici e di “reddito universale di cittadinanza”); più tasse, meno libertà (e meno responsabilità), meno privacy e meno scelta individuale. Un “socialismo liberale”, insomma, un po’ gnostico e un po’ fabiano, che intende mantenere la sovrastruttura liberal–democratica, ridotta però a un guscio vuoto, mentre le risorse e le decisioni importanti sono destinate ad essere sempre più accentrate presso “tecnici” e “competenti”, presso “cabine di regia” sempre più lontane. Una prospettiva distopica che ricorda più quella evocata nel Nuovo mondo di Aldous Huxley (1894-1963) che non quella paventata in 1984 di George Orwell (1903-1950). Quos Deus perdere vult, dementat prius: qualsiasi progetto contrario alla natura dell’uomo e all’ordine delle cose è destinato inevitabilmente al fallimento finale, ma può tuttavia arrecare dei seri danni, per molti anni a venire.

http://www.opinione.it/societa/2021/12/21/maurizio-milano_stakeholder-capitalism-a-global-economy-that-works-for-progress-people-and-planet-klaus-schwab/

Razzismo

Di fronte a una refrattarietà al vaccino che viene presentata come una sorta di follia, una pazza e irrazionale sfiducia nella Scienza, si moltiplicano le descrizioni dei No Vax come un gruppo a parte. Come si sente risuonare in molte parole anche ai massimi livelli, essi non sono più cittadini come gli altri. Troviamo sui giornali “identikit dei No Vax” dove si va da condanne morali (egoisti) e peana sulla loro ignoranza, ad esplicite istanze di psichiatrizzazione.
Quest’ultimo passo è particolarmente significativo: trattando il soggetto dissenziente come un soggetto da indagare sotto il profilo della terapia psicologica o della psichiatria, ora esso non è più considerato una persona autonoma, ma diventa un oggetto di studio, non è più un soggetto mosso dalle proprie ragioni, ma un oggetto che reagisce a cause interne, da disinnescare. Nella concettualità moderna, questa è la mossa finale nella costruzione di un gruppo destinato a divenire un capro espiatorio: i suoi partecipanti vengono separati dall’umanità ordinaria, vengono disumanizzati. O vengono disumanizzati in termini morali (si sprecano le invettive, le espressioni di disgusto, le minacce anche da parte di personaggi prominenti), o vengono disumanizzati in termini mentali (non sono davvero padroni delle proprie azioni, ma vittime di pulsioni oscure, pregiudizi o distorsioni cognitive; sono malati che non sanno di saperlo e che, a maggior ragione, meritano un trattamento sanitario obbligatorio.)
Le analogie di questa dinamica psicologica con eventi drammatici del ventesimo secolo, eventi che ritenevamo superati per sempre, è sorprendente, come è sorprendente che gente che fa a gara a darsi reciprocamente medaglie di antifascismo non lo veda minimamente. È ovvio che contesti e premesse sono diverse, lo sono sempre, visto che la storia non si ripete mai identica. Però questo non deve distogliere lo sguardo dalle analogie. Quando in questi casi sento brandeggiare l’argomento che in quei tempi bui si parlava di pregiudizi irrazionali, come il “razzismo”, mentre oggi è la Scienza a parlare contro l’Irrazionalità, non posso che ricordare sommessamente che il “Manifesto della Razza” del 1938 venne firmato da alcuni tra i più eminenti scienziati dell’epoca, che nelle università c’erano cattedre di “scienze della razza”, e che il “razzismo scientifico” è scomparso solo con gli esiti della seconda guerra mondiale.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/identikit-del-no-vax-o-del-come-costruire-un-capro-espiatorio

Abbiamo un piano (inclinato)

Fonte: La Fionda

L’Italia è quel paese in cui, durante la pandemia, si è assistito ad uno tra i peggior bilanci sanitari (per numero di morti) ed economici (per PIL perso). Il peggiore tra i paesi sviluppati. Nonostante questo ci dipingiamo come modello per gli altri.

L’Italia è quel paese in cui una meritoria inchiesta giornalistica ha dimostrato che il Ministro della Salute ha mentito in parlamento sul fatto di aver contribuito ad insabbiare un rapporto scomodo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di aver avallato (e partecipato ad) una ristesura concordata dello stesso per smorzare gli aspetti politicamente critici. Lo stesso paese in cui non c’era un piano pandemico aggiornato e quello che c’era non fu applicato, nonostante le raccomandazione dell’autorità sanitarie internazionali. In Italia, il Ministro della Salute resta saldamente al suo posto, mentre da più parti si invoca la censura o la chiusura nei confronti della redazione che ha promosso l’inchiesta, svelando i fatti.

L’Italia è quel paese in cui, pur in assenza di qualsiasi obbligo generalizzato alla vaccinazione, la legittima scelta di non vaccinarsi (con i vaccini europei) comporta (NB: solo per chi non ha i mezzi per pagare 15€ a tampone ogni 48h) la perdita di ogni dignità sociale, del lavoro e di ogni possibilità di svago o aggregazione nelle formazioni sociali che contribuiscono al pieno sviluppo della persona umana. Ciò avviene, peraltro, senza alcun riguardo ai diversi esiti del rapporto rischi/benefici per le diverse fasce d’età e di fragilità o esposizione al virus. L’Italia è quel paese in cui tutto è ritenuto legittimo “per dare un segnale” e “incentivare alla vaccinazione”, mentre abbiamo oltre l’80% di popolazione vaccinata.

L’Italia è quel paese in cui il centro e la sinistra hanno gridato per anni al pericolo fascista nei confronti di Forza Italia prima e della Lega poi ed è lo stesso paese in cui il centro e la sinistra governano oggi con Berlusconi e Salvini.

L’Italia è quel paese in cui durante la fase economicamente più travagliata della pandemia, i giornali, le televisioni e i partiti tutti, acclamavano in coro le progressive e solidaristiche sorti della UE che faceva arrivare umanitarissimi aiuti economici sotto forma di Recovery Plan. Ed è anche lo stesso paese in cui ci si accorge solo pochi mesi dopo che l’erogazione di quei fondi (peraltro, spiccioli ed in gran parte già nostri, come in una partita di giro) è strettamente vincolata all’approvazione di una serie di riforme (pensioni, privatizzazione servizi, giustizia, flessibilità del lavoro etc.) cui adempiere  volenti o nolenti, a prescindere dalla volontà popolare.

L’Italia è quel paese in cui si discute da oltre un secolo di “questione meridionale”, ma all’ora di investire i soldini si cambia Governo per assicurarsi che poco o nulla “sgoccioli” al Sud arretrato, mentre il resto d’Italia arraffa il bottino. Lo stesso paese in cui si pensa al Ponte sullo Stretto come ad una soluzione, mentre nel territorio siciliano i ponti (piccoli) crollano, mancano le autostrade e le rotaie ferroviarie, i cantieri delle incompiute sventrano per decadi le strade esistenti, l’incuria, la mancanza di manutenzione e l’abusivismo lasciano alle spalle disastri e morti ad ogni evento naturale o atmosferico di una certa entità.

L’Italia è quel paese così “democratico” che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il suo governo hanno all’opposizione solo l’8% circa del parlamento e lo 0% dell’informazione mainstream e in cui Egli stesso potrebbe diventare Presidente della Repubblica senza soluzione di continuità, nella più total(itaria) acclamazione dei mezzi di informazione e dei partiti, solo un po’ scocciati che le cariche non si possano cumulare.

L’Italia è anche quel paese così “democratico” in cui il Ministro dell’interno ha lasciato che un branco di fascisti esagitati assaltasse la sede del maggior sindacato italiano mentre le proprie forze dell’ordine procedevano zelanti a colpire con manganelli e idranti manifestanti pacifici. Lo stesso Ministro dell’Interno che perculava il parlamento e l’intelligenza degli italiani nel tentativo di giustificare le azioni dei propri agenti infiltrati (che avrebbero semplicemente proceduto a spintonare un blindato “per valutare la forza ondulatoria del mezzo”). Lo stesso Ministro dell’Interno che oggi dispone “l’urgente e immediata attuazione” di restrizioni severe e senza precedenti alla libertà di manifestare e mostrare pubblicamente il proprio dissenso, non solo sulla gestione della pandemia ma “su ogni altra tematica”.

L’Italia finisce così per essere quel paese in cui la maggioranza dei miei concittadini sta avallando tutto questo. Attivamente, scagliandosi nella caccia alle streghe dissenzienti e/o perorando sempre la causa di volta in volta propinata dal Governo e, quindi, dai media. Oppure passivamente, girando lo sguardo dall’altra parte mentre tutto ciò accade.

La finestra di Overton è diventata un portone.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/abbiamo-un-piano-inclinato

Coerenza

L’apertura di un conflitto sociale inizia sempre con una scelta individuale: scioperare, andare in piazza, rifiutarsi, sono innanzitutto scelte – e responsabilità – personali, che solo dopo si trasformano in collettive. Chi lotta sa che l’impotenza e la frustrazione sono sentimenti diffusi, perché nella complessità politica ed economica di oggi è difficile che l’apertura di un conflitto con il potere porti a un cambiamento sociale nel breve termine. Ma il Green Pass, come prima la app Immuni, offriva questa possibilità. Quella di dire NO, di rifiutarsi di avallare con il proprio comportamento – scaricare e utilizzare il Pass – una pratica discriminatoria. Era una scelta politica che, ricordiamo, aveva nulla a che fare con l’insindacabile decisione di vaccinarsi, e non richiedeva certo un gran sacrificio: non andare al ristorante, a teatro, al cinema…

Molti cittadini, in numero maggiore rispetto a quelli che stanno riempiendo le piazze contro il Pass, ora si dichiarano contrari alla sua applicazione al lavoro; eppure, in una incoerenza che sembra non riguardarli, continuano ad avallare la discriminazione utilizzando il lasciapassare per riempire locali serali e ristoranti; non hanno modificato la loro condotta dopo il 16 settembre, quando il governo ha esteso l’obbligo al lavoro a partire dal 15 ottobre e l’asticella della discriminazione si è alzata. Lasciare vuoti ristoranti, cinema, teatri ecc. può diventare un’arma economica di pressione sul potere politico, oltre a rappresentare un atto di protesta collettiva e di coerenza personale.

Non si può né sperare né attendere una chiamata strutturata e organizzata, da sinistra, per questo conflitto: salvo poche realtà o singoli individui, la sinistra movimentista che si riempie continuamente la bocca della parola ‘discriminazione’, dichiarando di volerla combattere, si è appiattita sulle posizioni governative spedendo il cervello in vacanza. Sta, dunque, a ciascuno di noi. Scegliere.”

Da Contro il Green Pass. La posta in gioco: disciplina e sorveglianza, di Giovanna Cracco.

La folla solitaria

Fu enorme la capacità di analisi di un testo di mezzo secolo fa, La folla solitaria, di David Riesman. Al centro il carattere americano, paradigma dell’intero Occidente. Innumerevoli sono le intuizioni acute e anticipatrici da cui emerge la figura – per molti certi versi tragica, per altri ridicola – dell’uomo massa: eterodiretto, educato alla scuola del conformismo, schiacciato dal bisogno di approvazione e di successo, abitatore di un mondo dominato dalle apparenze, spogliato dell’individualità, solo e disarmato nella moltitudine. Il colpo finale a quest’umanità dimezzata è il tempo – sospeso, interminabile, forse pressoché definitivo- dell’epidemia, epitome di una fulminea, sconcertante regressione dell’homo sapiens a fragile, terrorizzato atomo solitario.

Un esempio che turba è la potenza coattiva, la ripetizione minacciosa, incontenibile dei messaggi a cui non si può sfuggire. In autobus o metropolitana, in un tragitto ferroviario si viene inseguiti, aggrediti, quasi perseguitati dagli altoparlanti che ammoniscono continuamente sul “corretto uso della mascherina” sulle distanze da tenere, con l’esposizione di minacce, intimazioni, punizioni dei trasgressori. I mezzi pubblici non risparmiano i finestrini: alcuni devono rimanere aperti, e le scritte rammentano che chi osasse chiuderli sarebbe sanzionato penalmente. Per alcuni è una tortura psicologica senza possibilità di fuga, per i più è un messaggio che si insinua nella mente fino a riconfigurarla, un aspetto del Grande Reset.

La statistica informa che l’aspettativa di vita è calata di oltre un anno nel biennio epidemico. Figureranno nelle cause i decessi per incuria, la disperazione di chi si lascia morire di solitudine e depressione, il crollo delle terapie per tutte le patologie diverse dal Covid?

La pubblicità- vangelo apocrifo creduto religiosamente –  fa la sua parte: si diffondono messaggi commerciali i cui protagonisti (testimonial, testimoni, definizione assai appropriata) appaiono con mascherina. In uno, due persone suggellano lieti una compravendita – la reclame è l’enciclopedia del mondo mercato- tendendosi non la mano, ma il gomito. “Sul ponte di Bassano noi ci darem la mano”, recitava la canzone degli alpini “e un bacin d’amor”. Ricordi di ieri: darsi la mano è vivamente sconsigliato, il “bacin d’amor” un atto antisociale.

Il mondo del Sisifo postmoderno è surreale. Nell’arte, il surrealismo intendeva evocare un automatismo psichico, il processo in cui l’inconscio emerge e comanda. Il “bacin d’amor” diventa, nel dipinto di René Magritte Gli amanti, la rappresentazione ansiogena di due esseri divisi da un velo che li rende ciechi, invisibili all’Altro, una sorta di muro che respinge. Viene da sorridere alle parole d’ordine spazzate via dall’impalpabile Covid 19: abbattere muri, costruire ponti. Da oltre un anno e mezzo e chissà per quanto tempo ancora (dipende dai Padroni Universali!) vengono innalzati muri di ogni sorta, sempre meno invisibili, sempre più difficili da valicare. E’ il liberalismo reale al tempo del nuovo colera globale.

Sisifo fu condannato per la sua vita di sovrano violento, ingiusto. Noi siamo condannati e basta. Il delitto per cui subiamo il castigo è la normalità, diventata “pretesa” perfino nelle parole del mite presidente della squinternata repubblica. La durata della pena non è determinata, le imputazioni di oggi, solo ieri erano diritti, l’autorità è inaccessibile. Tra varianti delta, lambda e mai omega – l’ultima, il termine- accettiamo con fiducia terza e quarta dose. Nell’attesa, Sisifo trascina il suo masso

L’articolo Il contagio di Sisifo proviene da Blondet & Friends.

Capire la differenza

Quando si tratta di questioni di “diritti umani” e libertà individuali, ogni Paese del mondo prende una posizione diversa. Cultura, religione e nazionalità giocano tutti i loro ruoli, ma ora è chiaro che l’Occidente vuole cambiare questo.

Martedì [30 giugno u.s. – n.d.c.], il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha twittato un’immagine della bandiera dell’orgoglio arcobaleno issata fuori dal Dipartimento di Stato a Washington, scrivendo che la commemorazione di due importanti eventi LGBT “ci ricorda quanto lontano siamo arrivati – e quanto ancora abbiamo bisogno da raggiungere, a casa e in tutto il mondo.” La parola chiave qui è “in tutto il mondo”.

Mentre l’Occidente eleva le questioni LGBT a misura più alta della moralità, riorganizzando di conseguenza la sua cultura, si pone la domanda: come si manifesterà questo nella politica estera? I valori sono schierati come uno strumento efficace nella politica del potere occidentale, con la democrazia liberale additata come una norma egemonica che consente a Paesi come gli Stati Uniti di guidare il mondo e di esentarsi dal diritto internazionale.

Anche la CIA ora si sta ribattezzando come un’organizzazione guidata dalla difesa dei diritti LGBT, il che è una chiara indicazione che la celebrazione dei “nostri” valori retti sarà presto espressa come derisione e attacco all'”altro”.

leggi tutto su https://byebyeunclesam.wordpress.com/2021/07/10/diffondere-i-diritti-umani-sulla-punta-della-baionetta-lagenda-lgbt-e-diventata-una-strumento-della-politica-estera-occidentale-nel-mondo/