Kalergi, reloaded

Nel 1925, un certo conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi pubblicò un libretto intitolato “Praktischer idealismus” nel quale raccoglieva una serie di articoli pubblicati nel quinquennio precedente.

Probabilmente si trattò di un piccolo atto di vanità.

Il libro non fu mai tradotto e venne di fatto velocemente dimenticato.

Di nobile famiglia, Kalergi è ricordato da Wikipedia come uomo politico e filosofo anche se, come uomo politico, non ottenne mai nulla.

La sua opera filosofica è talmente importante da fare sì che i suoi libri non vengono nemmeno tradotti.

Però,

  • egli è considerato uno dei padri dell’Unione Europea,
  • uno dei padiglioni del complesso governativo della UE di Bruxelles porta il suo nome
  • ed un premio che porta il suo nome è assegnato agli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo “ideale” confederativo e mondialista.

Tra i premiati troviamo Angela Merkel e Herman Van Rompuy.

In realtà, il conte Kalergi fu un abile lobbista mantenuto prima dal barone Ludwig Nathaniel Freiherr von Rothschild, da lui conosciuto per mezzo della loggia massonica “Humanitas” di Vienna, e poi dalla disnastia bancaria Warburg (riconducibile alla banca tedesca di Amburgo (la Banca Warburg) ed alla fondazione della FED (la Federal Reserve statunitense)).

Ok… e cosa c’entra tutto questo con la famiglia?

In questo libriccino, il conte Kalergi propose la fondazione di una società che sostituisse la democrazia con una aristocrazia illuminata (in mano alle grandi famiglie del gotha finanziario mondiale).

Inoltre, egli notò il problema generato dal fatto che, nelle famiglie proletarie, più del 50 % dei componenti (cioè le madri ed i figli) fosse fuori dal mercato della cosiddetta “forza lavoro” ed, in questo modo si sottraeva al potere degli amici finanzieri.

L’attività casalinga è un’attività economica al di fuori del mercato.

Dato che senza il mercato non c’è nulla da comprare, il potere degli usurai ne risulta intollerabilmente limitato.

Per questo motivo, il conte proponeva, per le classi subalterne, di sostituire un tessuto sociale composto da nuclei famigliari con una massa informe di consumatori privi di legami e dotati di sessualità promiscua.

Sarebbe stato infatti più semplice fare sì che ogni aspetto della vita di costoro (nascita, educazione, sessualità, genitorialità, vecchiaia e morte) fosse soggetto al mercato ed, in questo modo, ridotto a merce.

Per fare ciò, il conte propose di effettuare questa rivelazione usando le donne stesse: sarebbe stato sufficiente presentare l’autorità del mercato e dei datori di lavoro come una liberazione dall’autorità del marito.

Ricordiamo che era il 1925.

“Il femminismo è mescolato con l’idea confusa per cui le donne sono libere quando servono il datore di lavoro, ma schiave quando aiutano i mariti”.

(Gilbert Keith Chesterton)

La pensione di reversibilità e la famiglia

Kalergi non era il capo della Spectre, era semplicemente un servitore del potere finanziario che ha pubblicato un libretto di memorie.

Di certo, tra queste memorie, troviamo il suggerimento di eliminare la famiglia monoreddito fondata sul matrimonio in quanto limitava i guadagni ed il potere dell’Aristocrazia Finanziaria del 1925.

Ora,

un governo non eletto,

sostenuto dai burocrati dell’Unione Europea

e cioè da gente che considera Kalergi come una sorta di San Tommaso,

molto sensibile ai problemi delle aristocrazie finanziarie locali ed internazionali,

propone una misura che rende rischiosissimo per le mogli un impegno esclusivo nei suoi “doveri di madre” in quanto la morte dei mariti le priverebbero del patrimonio (e cioè della pensione).

Facendo ciò, il governo nega il fatto che detto patrimonio è stato accumulato grazie al paritario impegno della moglie e, di conseguenza, la pensione di reversibilità non è un sussidio statale ma, al contrario, è la giusta restituzione di soldi guadagnati alla persona che li ha guadagnati.

Tutto ciò contribuisce alla realizzazione della società liquida descritta da Kalergi ed in gran parte già realizzata e/o in fase di realizzazione.

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=53332