Era tutto previsto

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Forse attribuibili a Spaak (padre di Catherine) sono anche alcune battute finali dello stesso Chiastrino, quando egli invita Anna Maria a passeggiare sottobraccio per Via San Pietro e tutti ipocritamente li salutano: «Il mondo è fatto in una certa maniera, e non saremo noi a cambiarlo. Nessuno le rimprovera di essere quella che è, ma di non avere avuto successo ». O ancora: « Non creda che salutino noi. Non salutano né me, né lei… salutano il miliardo. Impari a giudicarli per quello che sono: questi uomini avrebbero voluto diventare dei “grandi ladri”, ma in genere non ci sono riusciti […]. Le loro donne sono delle povere creature che si sono “vendute” ai mariti. E l’unica forma di ribellione si riduce a qualche tradimento».

http://it.wikipedia.org/wiki/La_spiaggia_%28film_1954%29

Libera nos Domine

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ma piuttosto la vista di tutti i parassiti di ogni risma e colore che sbavano e sputano veleno all’indirizzo del nuovo esecutivo, spesso arrivando a perdere ogni compostezza, trasudando livore da ogni poro del proprio corpo.

Seriamente preoccupati per il fatto che possa venire messo a repentaglio il proprio status quo, inveiscono con voce roca le truppe dei giornalisti prezzolati, dei politici di centrodestrasinistra, dei sindacalisti che hanno svenduto i lavoratori al miglior offerente, dei guitti da cortile che hanno costruito facili carriere grazie agli amici di partito, dei conduttori televisivi di becere trasmissioni telecomandate, degli esperti econonomisti a libro paga dei grandi banchieri, dei mestieranti delle coop dell’accoglienza che hanno costruito le proprie fortune sulle spalle dei contribuenti, degli “antagonisti” a comando di tanti centri sociali pronti a spaccare vetrine quando lo chiede il padrone, di tutti i parassiti che da sempre conducono esistenze agiate, speculando sulla distruzione dell’Italia e degli italiani.

Semplicemente il fatto che tutti costoro schiumino rabbia e non riescano ad evitare di esternarlo, anche quando il buongusto consiglierebbe di farlo, indica inequivocabilmente che ci si trova sulla strada giusta. Il neonato governo Salvini – Di Maio, al quale faccio i miei migliori auguri, non riuscirà con tutta probabilità a rivoluzionare l’Italia, ma un passo importante l’ha già fatto, traghettandola fuori dalle vecchie logiche e facendoci ascoltare il “canto” dei parassiti in agonia e non si tratta di una cosa da poco.

Marco Cedolin

https://ilcorrosivo.blogspot.com/2018/06/lagonia-dei-parassiti.html

Dopo il liceo che potevo far

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Il primo giorno di lavoro sono arrivato in ufficio con un completo marrone di velluto a coste e la cravatta, perché il responsabile delle risorse umane mi aveva raccomandato di indossare il completo e la cravatta, almeno il primo giorno, “per riguardo verso i nuovi colleghi”. L’ufficio era composto da cinque impiegate, la capoufficio si è presentata e mi ha detto: “Non abbiamo una scrivania per te, siediti al mio posto e aspetta”. Dopo una settimana ero ancora lì ad aspettare. Solo che nel frattempo non ero riuscito a restarmene seduto, insomma mi ero messo a dare una mano alle mie nuove colleghe per riordinare degli elenchi in Excel sforzandomi di trovarlo un lavoro interessante. Fin dal primo giorno ho avuto l’impressione che lì la mia presenza fosse superflua, che ero stato assunto all’unico scopo di giustificare la somma di denaro che mi avrebbero versato ogni mese, che non mi era riconosciuto alcun tipo di professionalità, che in cambio dello stipendio dovevo solo fare un piccolo sacrificio: rinunciare a essere libero per cinque ore al giorno.
http://www.lolandesevolante.net/blog/2014/06/cronache-del-grande-nulla/

La società livida

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Personalmente non vedo la consapevolezza di cui parla Diego Fusaro, in nessuna delle persone che conosco; la vedo in alcuni dei blog che seguo (forse più autocompiaciuti che rivoluzionari). D’altronde ho già espresso in altri post il mio scetticismo sulla “rivoluzione”

Tì méllomen chorein

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Non nascere è per l’uom ventura massima;
e poi, venuto al giorno, colà d’onde ebbe origine, subito far ritorno.
Ché quando Gioventú sparve, recando le sue lievi follie,
quale su noi travaglio non preme, quale mai colpo si schiva?
Discordie, gelosie, risse, battaglie, stragi; e infine, retaggio ultimo esecrabile,
è la vecchiaia, priva di vigore, di piacevoli conversari, d’amicizia,
che in sé d’ogni tristizia ha la tristizia.
http://www.filosofico.net/edipcolonsofocle42.htm